La Storia

La Bocciofila Viareggina è un’Associazione Sportiva che pratica la sua attività nel bocciodromo “F.lli Parodi“ nella splendida Pineta di Ponente della città di Viareggio. E’ una delle associazioni sportive più antiche della città, dato che l’anno di Fondazione è il 1954. Fondatori della Bocciofila i fratelli Eccelso e Giacomo Parodi, banchieri di Genova sfollati durante il secondo conflitto mondiale e poi residenti a Viareggio. Nell’immagine, la prima copertura del Bocciodromo F.lli Parodi, casa della Bocciofila Viareggina. Nel 1959 viene giocata la Coppa Giacomo Parodi, e dal 1960 promossa e organizzata dalla famiglia la Prima Coppa Parodi, che nel 2022 ha visto la sua 60a edizione.

Nell’immagine seguente, Eccelso Parodi in gara alla Viareggina alla fine degli anni 50. I figli di Eccelso, Teresa e Giacomo, hanno dalla metà degli anni 60 continuato a promuovere la tradizionale gara nazionale che, nel 2010, per espresso desiderio di Teresa, è diventata gara giovanile, con l’intento di stimolare il gioco delle bocce nelle prime generazioni.

Dal 2019 in diretta collaborazione con la FIB Toscana, è diventata gara ad invito per Regioni Italiane, introducendo un’originale formula che contempla le tre specialità Raffa, Petanque e Volo, nelle quali formazioni miste di ragazze e ragazzi si cimentano, in 2 giorni di gara sui campi della Viareggina, Massese e Migliarina, per eleggere la migliore Regione e i migliori atleti nelle tre discipline. Nel 2022 la vittoria è andata al Piemonte (nella foto qui sotto), terza qualificata la Toscana. L’impegno della famiglia Parodi, ormai da quasi 70 anni, ha permesso un’evoluzione della gara oggi dedicata ai migliori prospetti del panorama Boccistico Italiano ed usata dalla Federbocce come modello per sperimentare nuove soluzioni tecnico sportive. Un punto di riferimento importante per tutto lo sport giovanile con un riguardo particolare all’etica ed alla lealtà, valori imprescindibili per una corretta formazione di un uomo oltre che di un atleta.

Da sempre punto di riferimento del Boccismo non solo Viareggino, ma anche Regionale e Nazionale, ha sempre nel corso della sua storia percorso la strada complicata di assumersi due diverse forme di responsabilità, quella legata allo spirito agonistico del gioco sport delle bocce e contemporaneamente di catalizzatore aggregativo e sociale rispetto alle esigenze di una città da sempre vivace e desiderosa di luoghi dove sia possibile conoscere persone diverse e avere possibilità di passare del tempo in un  ambiente sano.

Dal punto di vista sportivo, i successi nel corso del tempo si sono evidenziati a livello nazionale, addirittura con un titolo Italiano di categoria A di terna conquistato negli anni sessanta del secolo scorso da Nocetti, Funai, Del Pistoia (Il Pittore). Oltre a  questo, vittorie in manifestazioni di livello Nazionale a partire  dagli anni 60, con la perla di una convocazione in nazionale Italiana del mitico “Giusè Bertuccelli“ detto l’Aeroplano per l’eleganza  dei gesti, fino alla generazione d’oro del Boccismo Viareggino con i vari Sodini, Dinelli, Ivano Bertuccelli, Vaccari, Mencaraglia e altri ancora,  eterni vincitori di competizioni di ogni livello e invitati nelle parate dei campioni al pari dei migliori boccisti del mondo ed ancora nei giorni d’oggi con la crescita di Niko Bassi, ormai lanciato verso il massimo livello mondiale con la convocazione del 2022 nella selezione italiana dei giochi del mediterraneo.

Claudio Sodini e Enzo Dinelli, tra i migliori giocatori di sempre a Viareggio. Ma le Bocce alla Viareggina non sono state solo questo. La splendida cornice della Pineta di Ponente di Viareggio, l’aria fresca e l’ombra rinfrescante sono state nel corso del tempo i compagni di viaggio delle personalità più variegate della storia locale. Così era possibile vedere due pittori con Ferroni e Luporini, cimentarsi nelle bocce sorseggiando un bicchiere di vino e riflettendo sulla metacosa e su pensieri “Gaberiani“ oppure l’attrattiva della parata del villeggiante, gara estiva che attirava “ Forestieri “ da ogni Regione d’Italia, o ancora i freschi pomeriggi degli ultimi anni nei quali un campione del ciclismo come il mitico “Cuore Matto “ Franco Bitossi  si intratteneva in racconti sulle corse che furono.